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Ciao a tutti

Cypripedium Calceolus, detta anche Pianella della Madonna. La cosa che mi ha incuriosito e che colpisce di questo fiore è il labello molto grande e dorato circa 3 o 4 cm che somiglia a una pantofola; un emozione unica trovare il sottobosco letteralmente tappezzato di questi fiori che ho visto per la prima volta quest’ anno.

Veniamo alle foto, c’ è poco da dire in realtà nulla di nuovo se non per me, è stata una bella esperienza fotografica con questo bellissimo fiore, in primis  l’ ambiente prealpino meraviglioso in cui esso cresce, il quale si presta molto bene fotograficamente, sono molto contento del risultato raggiunto.

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Ciao a tutti eccomi qui finlamete pubblico un pò di foto fatte in marzo nel  viaggio in Marocco nel deserto tra i più antichi del mondo….. Ho visto posti bellissimi ero con persone stupende e che ho nel cuore, tantissimi sono stati i soggetti e le specie differenti tra uccelli, rettili, mammiferi peccato siano mancati solo i serpenti ma in compenso abbiamo visto davvero tante rarità, e con molta calma inizierò a postare un pò di scatti.

Veniamo alle foto sono tre rettili bellissimi: Agama Imperialis, Acanthodactylus Boskianus, Uromastyx Nigriventris

Ho avuto la fortuna di viaggiare con gente esperta e siamo riusciti a vederli da molto vicino a parte l’ Agama Imperialis che ho dovuto fotografarlo con il 600mm,  è un soggetto molto grande circa 80cm e corre velocissimo! Ho fatto moltissimi scatti a questi soggetti e come sempre ho messo quelle che più ritenevo mie…

Ciao a tutti oggi ho voluto scegliere questa orchidea: Il Barbone adriatico Himantoglossum adriaticum.

Il nome specifico si riferisce al suo areale di diffusione Europeo, gravitante intorno all’alto Adriatico. Ha un aspetto imponente, raggiunge quasi 1 m d’altezza, ed è caratterizzato soprattutto dai lunghi labelli che pendono dai fiori. Si può confondere spesso con il barbone di becco Himantoglossum hircinum, che cresce sopratutto sulle zone alpine dove è molto diffuso ed ha l’ infiorescenza più lassa, l’ aspetto meno robusto e meno puzzolente. Questa è stata fotografata nella nostra bellissima Emilia Romagna che non ha nulla da invidiare ad altri luoghi tutti mi dicevano che era difficile da trovare, ed effettivamente anche il libro mi dice che è piuttosto rara….. la fortuna ci ha assistito e ci siamo inciampati sopra dove erano presenti una trentina di piante….. Questa orchidea è molto bella quanto difficile da fotografare abbiamo girato intorno parecchio cercando di capire…. sarà stata la posizione, il meteo, il poco tempo non sò; in ogni caso ho fatto quello che ho potuto cercando una fotografia meno documentativa alla quale questa pianta ben si presta. Ma il prox anno non mi scappa…..

Ciao a tutti nell’ ultimo periodo mi è presa una gran voglia di scrivere e raccontare. Ho riscontrato una buona positività intorno a me e anche nelle serate che ho fatto nei vari circoli in cui sono stato ospite, ma, anche le statistiche del blog sono arrivate a oltre 10000 contatti in 2 mesi. Ringrazio le tante persone che mi scrivono in privato su FB da 500px e per mail. Ringrazio sempre gli amici che mi stanno vicino che sono tanti e anche se a volte non combiniamo nulla, una bella bionda media non ce la facciamo mai mancare…. 😀

La fototgrafia in tutti i suoi generi e le forme, per me è importantissima, ed è una parte fondamentale della mia vita. Nei miei scatti cerco sempre di spostare l’ attenzione verso i soggetti e le emozioni più che sul fotografo, le mie foto sono normali, l’ unico motivo per cui lo faccio non è per l’ autocompiacimento, ma, far provare un pò delle emozioni che spesso mi capita di vivere.

In quest’ ultimo periodo ho fotografato davvero di tutto, ma questo soggetto il Piovanello Pancianera ( Calidris alpina ) mi lascia sempre a bocca aperta, è un uccelletto fenomenale, molto spesso lo si può osservare sulle spiagge in gruppo  assieme ai piovanelli tridattili e le pivieresse sopratutto di inverno, ma anche d’ estate assieme ai fratini ench’ essi meravigliosi. Spesso se si è fortunati, capita che siano centinaia, sono uno spettacolo ed è meraviglioso ammirarli nei loro volteggi nel cielo da mattina fino a sera non si fermano mai, li ammiro.

Orchidee endemiche del mediterraneo in questo caso pugliesi.

C’ è poco da dire la terra dove sono nato è un posto ricco, in pochi metri quadri si possono trovare dalle 10 alle 20 specie diverse di orchidee senza contare gli ibridi e le situazioni di luce e colori che si incastrano, insomma il paese delle meraviglie per un amante di questi fiori. Le fotografie sono molto documentative, ogni tanto mi viene un pò di nostalgia, perchè mi ricordano le persone splendide con cui ho passato dei bei momenti e le riguardo sempre volentieri. prima o poi rifarò meglio.

Orchis quadripunctata

Orchis pauciflora

Il nome della specie è un omaggio al medico e botanico bolognese Antonio Bertoloni.

Un’orchidea molto bella! Gran fortuna aver trovato questo pratino tappezzato di centinaia di piante,  purtoppo a causa del maltempo persistente non sono riuscito a fare moltissimo e quando è stato bello ormai molte piante erano già andate, la rifarò meglio il prossimo anno.

Ciao a tutti rieccomi ancora qui!  A rilento proseguo con i miei progetti e cerco di ritagliare tempo per sistemare gli scatti, quest’ anno le foto che ho/abbiamo fatto con amici e compagni  sono state tantissime, ed anche i momenti passati assieme altrettanto belli,  questo lo ricordo come uno di quelli.

E’ stata la mia prima Ophrys, in greco vuol dire ciglia, nel suo caso Sphegodes “sopracciglia”.  Sono fiori molto particolari, non sono un esperto in merito, so che hanno bisogno di un particolare impollinatore, infatti, questi insetti sono attratti sul fiore da un richiamo di tipo sessuale: ogni specie, ha il labello conformato in modo tale da simulare l’addome della femmina di uno specifico insetto, e a ciò si associa la produzione di sostanze volatili simili ai ferormoni prodotti dalla femmina in fase di accoppiamento.

Le ho trovate davvero in tanti posti e a diverse altitudini, anche fiorite assieme alla Ophrys Fusca, forse rispetto ad altre è una delle specie più comuni da vedere. “Sphex” vuol dire vespa anche se in realtà alcuni ci vedono l’ addome di un ragno, io vi ho visto andare sopra proprio le prime;  in ogni caso queste cose le lascio discutere a chi di competenza per me è stata una semplice curiosità.

Veniamo alle foto: è stata la prima Ophris perciò ero un pò inesperto su come inquadrarle, come sempre, mi sono fatto un pò di cultura footgrafica cercando tra i vari fotografi un ispirazione. Mi sono limitato a farla, forse, nel modo più classico e documentativo; anche se ho provato una visione un pò astratta sfruttando come sfondo uno dei miei amici Claudio 😀 in ogni caso spero come sempre di poter migliorare il prossimo anno ormai…..